L’INTERESSE DELLA POLITICA PER SALVARE IL PATRIMONIO

Dopo il messaggio di Sacchi indirizzato al convegno ABM, ecco le proposte di due consiglieri comunali

Il convegno che ha presentato il libro prodotto da ABM “Borghi, Patrimonio, Periferie” (ed. Magenes) al Castello il 31 marzo 2026, ha visto la partecipazione, fra gli altri, di due consiglieri comunali: Roberta Osculati, Pd, e Francesco Rocca, FdI. Osculati ha ripreso la proposta, emersa dal convegno, d’inserire nel PGT vincoli specifici per proteggere gli antichi borghi (infatti non sono protetti), mentre Rocca propone di istituire, tra i vari assessorati possibili, una delega appositamente dedicata ai borghi milanesi

Lettera di Roberta Osculati

Molto partecipata la presentazione del nuovo libro Borghi, patrimonio, periferie, curato da ABM, che racconta l’impegno civico per salvaguardare i paesaggi urbani e rurali a cent’anni dall’aggregazione degli antichi Comuni. Nella splendida cornice del Castello Sforzesco è stato presentato il volume “Milano: borghi, patrimonio, periferie”. Un momento partecipato, costruito dall’associazione Antichi Borghi Milanesi insieme alle numerose associazioni che ogni giorno rappresentano la linfa vitale dei nostri territori, impegnate a custodire e valorizzare un patrimonio diffuso fatto di storia, identità e paesaggio.

borghi di Milano non sono semplicemente quartieri o insiemi di edifici, ma luoghi vissuti ieri come oggi, capaci di raccontare l’anima più profonda della città. Un patrimonio che ci è stato consegnato dalle generazioni che ci hanno preceduto e che oggi siamo chiamati a preservare: cascine, mulini, paesaggi agrari sono in parte scomparsi o degradati, ma alcune parti sono ancora vive grazie alla tenacia dei cittadini che hanno un ruolo attivo nel salvataggio di beni storici e paesaggistici. Inoltre, non dimentichiamo che oltre sessanta cascine di proprietà comunale sono ancora attive e in uso.

Per troppo tempo, tuttavia, questa ricchezza è stata relegata in “periferia”, non solo in senso geografico, ma anche per l’attenzione marginale ricevuta rispetto ad altre priorità. Il volume rappresenta invece un contributo prezioso perché riporta al centro questo patrimonio, riconoscendolo come parte essenziale della storia e dell’identità milanese.

La novità più significativa è che questa rinnovata consapevolezza non riguarda più soltanto studiosi e cittadini appassionati, da sempre custodi di questi luoghi, ma coinvolge anche l’amministrazione comunale, che ha compreso la necessità di guardare alle periferie con uno sguardo nuovo.

Il percorso si sviluppa lungo due direttrici convergenti. Da un lato, è fondamentale mantenere viva l’attenzione storico-documentaria, per non disperdere la memoria della città e trasmetterla alle giovani generazioni e ai nuovi abitanti, spesso provenienti da altri contesti. Dall’altro, è necessario un impegno amministrativo concreto che valorizzi i quartieri non solo attraverso interventi edilizi e infrastrutturali, ma anche riscoprendo il volto dei “borghi” e del paesaggio agrario che ha caratterizzato gran parte del territorio degli undici Comuni annessi nel 1923 e che oggi rischia di essere dimenticato. La pubblicazione del libro mira a rafforzare proprio questa consapevolezza e l’azione civica, per una gestione condivisa e di politiche di conservazione sostenibili. Un esempio significativo è il successo dell’iniziativa “Natale nei borghi”, che dopo la prima edizione del 2024 ha visto raddoppiare partecipazione e interesse l’anno successivo.

Milano ha compreso che dallo sguardo al passato possono nascere energie e idee per costruire il futuro. Da qui sorge anche l’urgenza di “educare lo sguardo” delle nuove generazioni, dando loro strumenti per interpretare lo spazio urbano come spazio sociale: la scuola deve costruire percorsi trasversali attraverso cui i ragazzi possano imparare a guardare la città per diventare cittadini attivi. In questa prospettiva, vogliamo leggere il passato – il patrimonio storico e artistico dei borghi, l’esperienza agricola, i monumenti e il paesaggio diffuso – declinandolo alla comprensione del presente.

La pubblicazione ha il merito di portare alla luce una ricca presenza di ambiti agricoli e storici, proponendone una mappatura all’interno di una visione complessiva e non settoriale della città. Mettere l’accento sulle periferie rappresenta un’innovazione nella narrazione della città (che spesso si esaurisce nel celebrare il solo centro) e una strada per affrontare le numerose sfide ambientali a partire da quella climatica. Renato Ferlinghetti, dell’Università degli Studi di Bergamo, parla di «centralità del margine» come luogo del cambiamento possibile e sostiene la necessità di un’alleanza con la natura per rendere più abitabile la terra: le “periferie” e le zone di transizione verso l’esterno della città sono luoghi dove l’urbanizzazione tende a diradarsi e le aree verdi ad aumentare; qui, inoltre, il senso di comunità è spesso forte, con reti sociali solidali e un attaccamento alla cultura locale o a quella di provenienza.

Siamo consapevoli che non esistono risorse sufficienti per recuperare tutto ciò che meriterebbe valorizzazione: la riduzione dei fondi è una costante degli ultimi anni. Tuttavia, è possibile orientare l’impegno verso la ricerca di finanziamenti statali, regionali e privati dedicati al recupero di edifici e aree di pregio storico e artistico.

Sul piano strutturale e gestionale, sarà inoltre fondamentale rafforzare il protagonismo dei Municipi, anche in virtù del loro legame diretto con i cittadini: perché una città, prima di tutto, è fatta di persone e i borghi sono luoghi di comunità. Una buona proposta emersa è inserire nel PGT vincoli specifici per proteggere gli antichi borghi.

Tenere insieme processi amministrativisociali e agricolo-produttivi rappresenta la sfida principale. Significa dimostrare che lo sguardo su Milano non si ferma dove la città sembra finire, ma si orienta proprio verso i luoghi in cui essa ha origine. Se si parte dal centro, la periferia appare distante, non solo geograficamente ma anche in termini di servizi e opportunità. Se invece si parte dalla periferia, emerge con chiarezza una identità forte, custodita dai cittadini che, con passione e competenza, chiedono ascolto e impegno concreto.

Uno spirito che testimonia un autentico amore per la città e per il bene comune, e che l’amministrazione non può né deve ignorare.

Messaggio di Francesco Rocca

La mia proposta è questa: un Assessorato dovrebbe avere la delega ai borghi. Può essere il Verde e il Decoro Urbano, può essere quello legato ai Municipi e Decentramento oppure può essere la Rigenerazione Urbana. Importante avere la delega ai Borghi milanesi.  La proposta vale per la prossima giunta, oggi credo sia impossibile aggiungere una delega di questo tipo.

Messaggio di Tommaso Sacchi

“Milano: borghi, patrimonio, periferie”, sottotitolo Storie di impegno civico per la salvaguardia di paesaggi urbani e rurali a cento anni dalle aggregazioni comunali 1923-2023”, è a cura di ABM, l’associazione Antichi borghi milanesi, edito da Edizioni Magenes, 25 Euro: Può essere acquistato in libreria, se non lo si trova il libraio può ordinarlo su prenotazione, oppure potete richiederlo on line.

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