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Scenografie di storia e di campagna lungo il Naviglio Pavese

Dal ponte austriaco, detto così perché è stato fuso nel 1865 da una fonderia austriaca, si può ammirare il panorama oltre cascina Annone, frequentato da decine di aironi

Dal ponte austriaco, detto così perché è stato fuso nel 1865 da una fonderia austriaca, si può ammirare il panorama oltre cascina Annone, frequentato da decine di aironi

Come nel precedente, anche in questo itinerario ci muoveremo da Porta Ticinese, ma stavolta costeggeremo il Naviglio Pavese, fino al confine odierno di Milano. Risalendo come sempre al 1865, avremmo anzituttto lasciato sulla sinistra il “borg dî formagiattˮ (Borgo San Gottardo), le cui case si affacciano anche sul Naviglio creando interessanti passaggi interni (alcuni ancora visibili). Dall’altra parte del Naviglio poi  avremmo visto affacciarsi altri borghi, tra cui la Conchetta, con il suo ponte,  che però esamineremo nel prossimo articolo.

Proseguendo verso sud, poco dopo aver ricevuto da sinistra l’attuale via Torricelli, avremmo incontrato sulla sinistra la cascina Gandino, il cui toponimo è ricordato da una via del quartiere posta più a sud: un suo edificio dovrebbe essere ancora visibile prendendo per la stradina che conduce al civico 75 della via Ascanio Sforza, dove fino a non molti anni fa era ancora visibile il cavo Belgiojoso (tuttora incividuabile dal satellite) che la attraversava e su cui si affacciava l’edificio in questione.

Santa Maria
S, M. del Fonteggio, nota come Chiesa Rossa, l’abside

Dopo aver percorso un lungo tratto senza intersezioni eccezion fatta per la strada che sulla sinistra conduceva alla cascina Stadera, citata nel precedente articolo, saremmo giunti a Fonteggio, anche noto come “Chiesa Rossa”.

Qui la storia delle cascine nasce da quella dell’antichissima chiesa, che fu edificata nel corso di secoli, come dimostra la stratificazione di stili architettonici differenti: le prime pietre furono posate circa fra il IX e il X secolo, mentre l’aspetto attuale è quello che le venne dato dai rifacimenti voluti nel 1300 circa dall’allora badessa, suor Mafia dei Robacarri. I primi edifici in loco però sorsero nel II secolo, come testimoniato dai mosaici tuttora visibili nella chiesa, che contiene affreschi di scuola giottesca (in particolare l’affresco dell’abside con Cristo in Mandorla è attribuibile al XII secolo). Recentemente è stato completato il restauro degli edifici rurali, per cui ora la stalla (attuale biblioteca) è affiancata da vari rustici, tutti probabilmente del XIX secolo, che ripropongono l’atmosfera rurale del tempo.

Dall’attuale borgo partiva verso sud-ovest una strada (risalente a prima del Naviglio) che conduceva a cascina Fontecchio (o Fonteggio), ora scomparsa. Alla stessa altezza di questa, sul Naviglio, avremmo incontrato la tuttora visibile Conca Fallata, il cui nome si deve al cosiddetto “Naviglio Fallato”, soprannome attribuitogli dopo il 1611 per via dell’interruzione in loco dei lavori voluti dal Conte di Fuentes (il Naviglio venne ultimato solo nel 1819, ed era stato avviato, da Pavia a Binasco, nel 1359).

Legenda del percorso

Da questo punto partiva una strada che conduceva alla cascina Santa Croce, tuttora visibile passando per via Pienza: essa compare già sulla carta del Claricio (1600) come cascina Croce, affacciata sulla riva del Lambro Meridionale, ma nel XX secolo è stata ristrutturata e trasformata in residenza, mentre il fiume è stato in loco deviato.

Da questa cascina la strada proseguiva fino al cimitero di Gratosoglio, cui noi però perverremo costeggiando il Naviglio. Percorrendo ancora un tratto verso sud, infatti, saremmo giunti (e tuttora giungiamo) a un bivio con una strada che, sulla sinistra, ci conduce a Gratosoglio.

Gratosoglio, l’abbazia e l’ex monastero

Citato per la prima volta nel 1064 (ma probabilmente un insediamento era presente fin dal tempo dei Romani), il borgo si presentava con il Monastero di San Barnaba (oggi diventato complesso residenziale) e l’antica abbazia (ora magazzino), preceduti da alcune cascine le cui mucche si abbeveravano al Lambro Meridionale (allora potabile); nel 1865 era già presente anche il Cotonificio Cederna (vedi foto in fondo), nato da pochi anni e che ha da poco terminato la sua attività in via Gratosoglio.  

Tornando verso il Naviglio, avremmo visto il cimitero, scomparso nel 1896, ove oggi sorge la cosiddetta “Ca’ di mort”: sulla casa sarebbero poi fiorite leggende macabre.

La Ca’ di Mort, sorta al posto del cimitero e presto disabitata per le leggende sui fantasmi

Dirigendoci ancora verso sud, avremmo attraversato il Cavo Paimer, che sottopassa il Naviglio, proprio dove ora sorge il Quartiere Basmetto, che prende il nome dall’omonima cascina sita poco oltre: per giungere al civico 265 di via Chiesa Rossa avremmo percorso la stessa strada rurale di oggi; circondata da campi coltivati a mais e risaie, la cascina, a corte chiusa, ha origini risalenti per certo almeno al 1400, quando apparteneva al monastero di San Barnaba al Gratosoglio. Nel 1865 avremmo trovato la stessa disposizione degli edifici tuttora visibile.

Cascina Annone col “ponte austriaco”

A questo punto, tornati sul Naviglio avremmo notato un ponte in costruzione (come riporta un’iscrizione su di esso), che ci avrebbe condotto a una antica cascina: si tratta del Ponte dell’Annone, che prende il nome dall’antico complesso agricolo omonimo, citato già nel 1600, che pare appartenesse in origine alla nobile famiglia Annoni. Nel 1865 era composto solo da due edifici, mentre ora esso comprende una cascina, un edificio rurale posto a sud e due edifici posti a nord, oltre la via Gattinara. Sulla cima della palazzina si trova inoltre una colombaia di gradevole fattura, che per diverso tempo ha ospitato piccioni ed altri uccelli.

Proseguendo verso sud, prima del confine, tramite l’odierna via Rozzano, saremmo giunti al Mulino Folla Tessera (oggi trasformato in villette) ove si follava la lana, come in molti mulini della zona, alimentato all’epoca da una diramazione del Lambro Meridionale ora scomparsa.

Testo e foto di Riccardo Tammaro, di Fondazione Milano Policroma e ABM, Associazione Antichi Borghi Milanesi

Il Cotonificio Cederna, che ha dato lavoro a tanti abitanti di Gratosoglio
Cascina Annone sul Naviglio

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