Al centro dell’istanza c’è innanzitutto la messa in sicurezza della circolazione pedonale. E non si tratta solo di sicurezza, ma anche di qualità urbana e di identità storica installando pannnelli descrittivi nei luoghi del borgo di maggiore interesse culturale, così da arricchire l’arredo urbano e trasformare il borgo in un percorso di memoria pubblica, capace di raccontare croci votive, corti e monumenti.
di Giorgio Uberti
Due anni dopo l’invio della prima istanza collettiva, diamo visibilità a un appello per la riqualificazione del borgo antico di Quarto Cagnino, nel tratto di via Fratelli Zoia, con una richiesta semplice e insieme decisiva: avere finalmente un riscontro.

L’istanza, infatti, continua a ricevere un silenzio che appare difficile da comprendere, mentre nel frattempo si sono aggiunte nuove adesioni di rilievo, non più soltanto locali: ReAgire APS e la nostra Associazione Antichi Borghi Milanesi, che si affiancano ai firmatari precedenti.
La proposta, sottoscritta nel marzo 2024 dopo un sondaggio tra esercenti e attività artigianali presenti sul posto, non è una lista indistinta di desideri, ma un progetto di cura del bene comune. Le realtà che l’hanno sostenuta sono una quindicina (vedi l’elenco in fondo) e il loro elenco racconta già molto. il sostegno non viene da un singolo soggetto isolato, ma da una comunità ampia e trasversale, composta da realtà culturali, sociali, commerciali e cooperative che chiedono di prendersi cura del proprio luogo.
Al centro dell’istanza c’è innanzitutto la messa in sicurezza della circolazione pedonale. Oggi i percorsi di marciapiede e di collegamento non risultano adeguatamente protetti: sosta irregolare, passaggi ravvicinati di veicoli e confini poco chiari tra spazi pedonali e carrabili espongono a rischi chi cammina. Per questo le associazioni chiedono l’installazione di parigine o di paletti lungo e a protezione dei percorsi pedonali; in alternativa, si propone la segnalazione dei percorsi con colore diverso dal manto stradale, con basamenti o con altre soluzioni normativamente compatibili.

Non si tratta solo di sicurezza, ma anche di qualità urbana e di identità storica. La richiesta di una nuova pavimentazione drenante mira, infatti, a valorizzare quanto resta dell’antica pavimentazione delle corti, ricongiungendo il tessuto urbano al carattere storico del borgo e migliorando al tempo stesso la gestione delle acque meteoriche. È un intervento che unisce tutela del patrimonio e funzionalità contemporanea, restituendo al borgo un volto più coerente con la sua storia e più adatto alle esigenze di oggi.
Contestualmente, si chiede la verifica dell’illuminazione stradale potendola sostituire con nuova illuminazione a risparmio energetico. Una migliore luce significa più sicurezza, più leggibilità dello spazio e maggiore vivibilità nelle ore serali. A questo si aggiunge la richiesta di installare pannelli descrittivi presso i luoghi del borgo di maggiore interesse storico e culturale, così da arricchire l’arredo urbano e trasformare il borgo in un percorso di memoria pubblica, capace di raccontare croci votive, corti e monumenti.

QUI A FIANCO
Un tratto della via storica del borgo. Si chiede il rifacimento del manto stradale con materiale drenante al fine di ridurre l’accumulo di pioggia, in coerenza e quindi valorizzando quanto resta dell’antica pavimentazione delle corti. Contestualmente, si chiede la verifica dell’illuminazione stradale sostituita con nuova illuminazione a risparmio energetico
L’istanza insiste inoltre su un metodo: non interventi tutti e necessariamente immediati, ma progressivi, a partire dalla messa in sicurezza della circolazione pedonale, oggi considerata la priorità più urgente. Le associazioni non chiedono una pedonalizzazione totale, ma una convivenza più rispettosa tra veicoli e persone, con regole più chiare e accorgimenti di moderazione del traffico. In questa prospettiva, il mantenimento e il rispetto della Zona 20 risultano punti cardine.
Un primo segnale importante era arrivato a luglio 2024, quando l’assessorato alle infrastrutture ha confermato di voler tenere in considerazione la richiesta di installazione dei paletti a protezione della circolazione pedonale fra le priorità da individuare d’intesa con il Municipio 7. È una presa d’atto utile, ma l’istanza chiede di più: non solo il riconoscimento del problema, bensì l’avvio di un percorso concreto, fatto di studio di fattibilità, cronoprogramma e prime azioni pilota.

Resta dunque la perplessità per il continuo mancato riscontro, ma resta anche l’auspicio che la proposta possa essere accolta. Le realtà firmatarie ribadiscono la propria disponibilità a un sopralluogo e a una collaborazione attiva con le istituzioni locali, nella convinzione che intervenire dal basso significhi progettare soluzioni sostenibili, realistiche e più facili da mantenere nel tempo. Il borgo, fatto di pietre ma soprattutto di memorie e di persone, attende che la cura promessa si traduca in fatti visibili.
Hanno aderito all’appello
Hanno aderito all’appelli, nell’ordine: Spazio F.lli Cervi, Associazione Mondo Donna, Associazione Allarga l’Arca, GAS Quarto Cagnino, Associazione Amici Cascina Linterno, Associazione CSA Petrarca Onlus, Associazione Sportiva Dilettantistica Il Bersagliere, Centro studi ConMilanoOvest, Cooperativa Edificatrice LUM, Società Cooperativa Habitat Taggia, Associazione Il Diciotto Informazione e Cultura, ACSD Dama di Giada, oltre alle nuove adesioni di ReAgire APS e Associazione Antichi Borghi Milanesi.


