Nello stesso giorno, stessa ora, in cui furono bombardate Gorla, Turro e Precotto, e la scuola elementare dove perirono184 bambini, a San Siro fu colpito un quartiere operaio causando 35 vittime, tra cui 13 bambini. Per un soffio, la vicinissima scuola non subì lo stesso tragico destino di Gorla. Altre 10 vittime si ebbero in un blitz precedente. A ricordarle, c’è un’edicola mariana con lapide, nascosta e del tutto inadeguata all’obbligo morale della commemorazione. Completamente dimenticate per decenni…
di Giorgio Uberti (*)

Nel cortile dello stabile di via Alessandro Paravia 80, è presente un’edicola votiva con statua mariana in nicchia protetta da un vetro. Una lapide memoriale sottostante riporta: «I coinquilini a questi caduti per il bombardamento aereo del 20 ottobre 1944». Segue elenco dei 35 civili caduti con cognomi e nomi e relative età. Accanto all’edicola, sul muro, è stata affissa un’altra lapide riportante la scritta: «I coinquilini in memoria dei caduti vogliono che la Madonna protegga i bambini e conforta e assista tutti» .
Interessante soffermarsi sui nomi e sulla loro età. Seppure parziale, questo elenco ci restituisce un’idea della vita domestica in un quartiere popolare ex IACP di Milano a mezzogiorno di un venerdì feriale nel 1944. Dalla lettura dei cognomi ci troviamo di fronte a una quasi totalità di famiglie di origine settentrionale (Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto). La maggior parte di loro sono donne (63%). Dei 13 uomini rimasti a casa solo 4 hanno più di vent’anni (uno di loro è un pensionato). La vittima più giovane ha 2 anni (Bacileri Silvano) e la più anziana ha 71 anni (Mora Emilia). 13 vittime hanno meno di 14 anni (37%). Non ci sono vittime con un’età compresa tra i 20 e i 29 anni. 12 vittime hanno invece un’età compresa tra i 30 e i 39 anni (34%).

Che cosa è successo
All’alba di venerdì 20 ottobre 1944 centoundici bombardieri “B-24 Liberator” dell’aeronautica statunitense decollarono dall’aeroporto militare di Foggia, Castelluccio dei Sauri: facevano parte del 451°, 461° e 484° squadrone della 15ª Air Force USAAF. La missione aveva lo scopo di bombardare alcune importanti fabbriche di Milano di cui era stata segnalata l’attività (anche se la produzione era stata decentrata). Il 461° Bomb Group (41 bombardieri) doveva colpire lo stabilimento dell’Isotta Fraschini (zona Lotto), il 484° (34 bombardieri) lo stabilimento dell’Alfa Romeo (zona Portello), e il 451° (36 bombardieri) lo stabilimento della Breda di Sesto San Giovanni.
L’equipaggiamento bellico comprendeva centinaia di bombe di media capacità da 500 libbre (227 chilogrammi). Lo squadrone raggiunse Milano pochi minuti prima delle 11.30. Alcuni ordigni del 461°, incaricato di colpire l’Isotta Fraschini, caddero nei pressi dell’incrocio tra via Ricciarelli e via Gigante, dove per fortuna le case erano ancora in costruzione e quindi non abitate. Cinque bombe, invece, raggiunsero i civici 80, 82 e 84 di via Paravia e il civico 5 di viale Mar Jonio, circa 800 metri in linea d’aria dall’Isotta Fraschini. Qui vicino, oltre ai caseggiati già abitati, si trovava anche l’asilo, la scuola elementare e la sede dell’Opera Nazionale Maternità e Infanzia, che affacciava su via Zamagna. Fortunatamente, la maggior parte degli abitanti, aveva fatto in tempo a raggiungere i rifugi e, dei cinque, un ordigno rimase inesploso.
Purtroppo, via Paravia era stata già raggiunta dalle bombe che avevano colpito la città nella notte del 13 agosto 1943. Qui, a poca distanza dal civico 80, erano rimaste uccise dieci persone che abitavano tra i civici 95 e 99 di via Paravia, all’angolo con piazzale Segesta. I loro nomi erano: Prada Teresa ed Emilia e Frigerio Pierina (via Paravia, 95), Allasia Alfonso, Goffredo e Rosalinda (via Paravia, 97), Cantalamessa Ida, Giustina, Adriana e Renata (via Paravia, 99). Qui nessuna lapide, nulla ricorda l’avvenimento.

L’episodio di Gorla
Un altro bombardiere del 451°, destinato a colpire la Breda (a Sesto San Giovanni), in tutt’altra altra zona, aveva sbagliato rotta di attacco e, attorno alle 11.29, si era liberato del carico di bombe già innescate sganciandole sui quartieri di Gorla, Turro e Precotto. In tutta la zona le vittime furono oltre 600 (tanti sono i corpi rinvenuti) e centinaia i feriti. L’episodio più tragico, ancora oggi presente nella Memoria della città, è senz’altro la caduta di una bomba nella tromba delle scale della scuola elementare Francesco Crispi di Gorla in cui persero la vita 184 bambini, 14 insegnanti, 4 bidelli e un’assistente sanitaria.
L’episodio è ricordato da un noto monumento. Il 27 gennaio 2026 la Camera dei deputati ha istituito il Giorno del ricordo dei piccoli martiri della strage di Gorla e delle piccole vittime di tutte le guerre (C. 1579-A). Il provvedimento passa ora all’esame dell’altro ramo del Parlamento.
(*) public historian
Le 35 vittime di via Paravia 80








