Pubblichiamo una delle due prefazioni al libro “Milano: borghi, patrimonio, periferie”. Come spiega il sottotitolo, sono Storie di impegno civico per la salvaguardia di paesaggi urbani e rurali a cento anni dalle aggregazioni comunali 1923-2023”, a cura di ABM, l’associazione Antichi borghi milanesi. Targato Edizioni Magenes, raccogliere le esperienze dei cittadini nel salvare il territorio da situazioni di distruzione o degrado. Questo libro, lontano da un’operazione nostalgica, è uno strumento per trasformare gli antichi borghi in nuove centralità urbane attraverso la collaborazione tra cittadini, università e istituzioni
di Andrea L’Erario
Nel 2023 Milano ha celebrato la memoria di due avvenimenti importanti del suo passato, che hanno fortemente influenzato la successiva storia amministrativa ed evoluzione urbana della città: i centocinquant’anni dell’aggregazione del Comune dei Corpi Santi e il centenario dell’aggregazione di ulteriori undici comuni. Milano è sempre stata una città ‘policentrica’: ogni borgo, villaggio, cascina è sempre stato caratterizzato da proprie storie e identità. Molto è andato perso, materialmente o immaterialmente, totalmente o solo in parte.
Tuttavia, muovendoci oggi nella metropoli contemporanea capita ancora di imbatterci in antichi ‘frammenti’ di architetture o paesaggi che narrano di una Milano ‘città diffusa’ ove le relazioni commerciali o sociali, di natura prettamente rurale, varcavano le Mura Spagnole addentrandosi nel suburbio. Le celebrazioni legate alla memoria delle aggregazioni hanno riacceso l’attenzione sul tema della salvaguardia del patrimonio diffuso di Milano. Il patrimonio extra moenia che oggi permane, spesso grazie alla volontà dei cittadini, necessita di entrare a pieno titolo all’interno di una strategia sistemica di qualificazione e rigenerazione urbana, paesaggistica e socioculturale della città.
Solo una parte di questo patrimonio è di proprietà pubblica: ad esempio, il Comune di Milano possiede oltre 60 cascine, diverse con aree agricole, che fatica a conservare a causa delle sempre più esigue risorse finanziarie o umane a disposizione degli enti locali. Il Comune di Milano – grazie all’intervento del gruppo di cittadini firmatari l’Appello per il Centenario della Grande Milano, molti dei quali divenuti poi soci dell’Associazione Antichi Borghi Milanesi – ha compreso la necessità di ribaltare la prospettiva di sviluppo della città, guardando non più dal centro verso le ‘periferie’ ma partendo dal patrimonio degli antichi comuni aggregati. Il patrimonio diffuso dei borghi costituisce, difatti, una risorsa potenziale per la co-costruzione di nuove centralità urbane.
La strada è avviata, ma per vedere i primi risultati apprezzabili il percorso sarà ancora lungo. In tale ottica, l’iniziativa del Comune Dai Borghi alla Città, dalla Città ai Quartieri, conclusasi nel dicembre 2023, ha certamente favorito un maggiore interesse pubblico sui temi sopra esposti: è stata un’iniziativa importante, che è fondamentale riprendere trascendendo la dimensione storicistica delle celebrazioni, pena il suo stesso impoverimento. Il tema della salvaguardia del patrimonio diffuso di Milano necessita continui approfondimenti multi- e interdisciplinari, per poterlo conoscere, tutelare e valorizzare in maniera appropriata. Va però sottolineato come molti cittadini di Milano non si siano mai fermati, né prima né dopo le celebrazioni del 2023, nel promuovere la salvaguardia degli ‘antichi borghi’. Molti milanesi hanno compreso come le innumerevoli identità della città si leghino alla presenza di questo patrimonio, spesso nascosto, dimenticato, ma che non smette mai di essere ‘luogo del cuore’.
Questo libro nasce proprio dalla passione di quei cittadini che, ieri così come oggi, lottano con tenacia per salvaguardare il patrimonio diffuso della Milano extra moenia: architetture storiche, aree verdi e paesaggi che tuttora rappresentano l’ossatura tangibile della Milano policentrica, oltreché la sua anima. La pubblicazione celebra solo alcune delle innumerevoli storie di salvaguardia civica (ce ne sarebbero molte altre da raccontare!) che hanno permesso di salvare parte di questo vasto e variegato patrimonio.
Le storie sono qui raccontate da quegli stessi protagonisti che le hanno vissute in prima persona. Il libro intende così ‘narrare’ Milano in maniera differente dal solito attraverso il racconto di iniziative ‘dal basso’ – da parte di associazioni, cittadini, università – finalizzate a preservare, valorizzare o anche solo far conoscere il patrimonio della città. A seguire i saggi iniziali di carattere storico o con un taglio scientifico – necessari per comprendere le dinamiche che hanno portato alla formazione di borghi e cascine, alle aggregazioni comunali, e alle questioni di tutela odierne relativamente al patrimonio ‘minore’ o ‘diffuso’ – i contributi valorizzano il ruolo fondamentale della cittadinanza attiva milanese: dal coinvolgimento delle scuole, alla salvaguardia e restauro di architetture o antichi paesaggi, alla realizzazione di eventi culturali, all’importanza della stampa locale per raccontare il patrimonio e rafforzare la consapevolezza dei cittadini.
Non mancano, infine, suggerimenti per favorire una maggiore conoscenza, tutela e valorizzazione del patrimonio degli antichi borghi di Milano, promuovendo una maggiore sinergia tra cittadini e istituzioni. Questo volume, pertanto, non racconta il patrimonio che fu in senso nostalgico ma il patrimonio che è, da un punto di vista umano e sociale.
È un libro che unisce, con contributi provenienti dal mondo della cittadinanza attiva ma anche dalle Istituzioni, Comune di Milano e Soprintendenza, e dalle Università milanesi. L’obiettivo è richiamare nuovamente l’attenzione su un patrimonio storico ancora molto sottovalutato nei suoi valori e potenzialità, per la futura qualità della città di Milano e della vita dei suoi cittadini.
Ecco l’indice dell’opera con tutti gli interventi
Il lavoro è stato coordinato da Andrea L’Erario, assegnista di ricerca presso il Politecnico di Milano (Lab. PaRID, Dip. ABC), con la piena collaborazione di Claudio Salsi –già Soprintendente del Castello Sforzesco, attualmente docente presso l’Università del Sacro Cuore – Lionella Scazzosi – docente di Restauro architettonico al Politecnico –, Roberto Schena, Presidente di ABM, e Riccardo Tammaro, di Fondazione Milano Policroma e Vicepresidente di ABM.



