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TROVATO L’ANTICO CIMITERO DI CRESCENZAGO: NASCOSTO DA PIANTE SPONTANEE

Cappella di famiglia al cimitero di Crescenzago

Cappella di famiglia al cimitero di Crescenzago

SOMMARIO Era sparito da tanto tempo, nessuno sapeva più che fine aveva fatto, uno dei luoghi della memora più importanti di Crescenzago quando era un Comune, è invece tornato alla luce al pari di un’area archeologica, sommersa dal verde spontaneo e irriconoscibile ai passanti. Solo degli occhi esperti, ora possono aggiungere notizie. Il cimitero di Crescenzago aspetta solo visite di storici in grado di rubare qualche segreto in più. Chi lo ha scoperto mette in grado chiunque di poterlo visitare

di Serena Crocco

Il borgo di Crescenzago è caratterizzato da un’apia rete monumentale

Nella zona Nord-Est di Milano, dietro un cancello rosso pieno di tag e un muro di cinta che nega la visione dell’interno ai passanti, si cela un inusuale luogo dimenticato: il cimitero dell’ex comune di Crescenzago. Uno spazio periferico abbandonato da sessant’anni, che ha ormai assunto l’identità di una piccola selva urbana.

Nel febbraio del 2023, occupandomi della messa a punto di progetti artistici inseriti nel paesaggio, ho avuto la possibilità di partecipare a “Sguardi urbani” una residenza artistica, dal tema “arte e spazio pubblico”, curata da Cecilia Guida, presso la Casa degli Artisti di Milano.
Porta d’ingresso al cimitero di Crescenzago, ovviamente non è quella originale

Nei primi giorni, in cerca di spunti di lavoro, la mia scrivania si era riempita di libri, immagini e scartoffie. Tra queste trovai un articolo pubblicato su Erbario, una guida del selvatico a Milano che parlava dell’esistenza a Milano di un ex cimitero abbandonato, un sito ormai smantellato che manteneva però ancora intatte al suo interno le strutture originali principali: muro di cinta, colombari e cappelle private . Per aggiungere ulteriormente fascino e mistero al luogo, l’articolo  raccontava anche di come il sito era diventato un esuberante foresta di piante spontanee.

Da lì è nato il mio progetto “Via del Ricordo”, dal nome della via in cui l’ex cimitero è situato e che negli ultimi due anni tra visite botaniche, censimenti floristici, azioni artistiche e scambi con la cittadinanza, ha cercato ridare dignità allo spazio e di coinvolgere cittadini e cittadine in forme di riabilitazione collettiva, ma discreta, di uno spazio urbano di verde spontaneo.

La figura più celebre è un don

Aperto nel 1889, prima dell’annessione del 1923 di Crescenzago al Comune di Milano il cimitero di Via del Ricordo era un placido luogo commemorativo di paese, con un viale centrale alberato e numerose tombe a terra, tra cui spiccava quella di don Enrico Bigatti, deceduto nel 1960 a 50 anni, sempre coperta da fiori freschi che, a detta di chi ne ha memoria, erano talmente tanti da ricoprire anche le lapidi accanto.
Loculi al cimitero di Crescenzago

La figura di don Enrico, sacerdote partigiano nato a Crescenzago, dal 1941 coadiutore del parroco nella chiesa di Santa Maria Rossa (risalente al XII secolo), è legata soprattutto alla leggendaria immagine di lui che il 25 aprile del 1945 si era interposto in una sparatoria tra una formazione partigiana e un autocarro tedesco carico di soldati sul vecchio ponte di Crescenzago sul naviglio Martesana, ottenendo la resa di questi ultimi. Sul ponte, in piazza Costantino angolo via Padova, rimane la pittura della “Madonna della Liberazione” da lui voluta a ricordo perenne di questo storico fatto. Nella sua abitazione nascondeva blocchi di stampa clandestina e documenti falsi per l’espatrio di persone in pericolo, soprattutto ebrei e renitenti  alla leva, da egli stesso accompagnati ricorrendo a più travestimenti: da soldato, da milite fascista, da pompiere e da prete, ovviamente.

Cenni di arte in una tomba di famiglia a Crescenzago

A dispetto dei due precedenti cimiteri di Crescenzago, smantellati per questioni di viabilità, il cimitero di via del Ricordo fu chiuso negli anni Sessanta per mancanza di ulteriore spazio. Nell’arco di un ventennio fu sconsacrato, smantellato e la maggior parte delle salme traslate a Lambrate. Poi per 40 anni più nulla, a parte qualche progetto edilizio poi saltato, qualche occupazione abusiva temporanea e qualche utilizzo dello spazio da parte di spacciatori della zona. Da alcune fotografie si vede come da una decina di anni il sito sia stato ripulito, il terreno rastrellato, probabilmente per eliminare le tracce di tali passaggi “estemporanei”. Dalle immagini si vede unicamente il muro di cinta, le cappelle sul fondo e un fazzoletto di terra battuta. Dieci anni. Oggi, entrando nell’ ex cimitero, bisogna farsi spazio tra una vegetazione fittissima che sembra essere lì da sempre.

Le prime volte che mi sono addentrata il questo intrico di rovi, robinie e olmi è stato con Gabriele Galasso, botanico del museo di storia naturale di Milano, che nel corso di questi due anni ha seguito il progetto dal punto di vista ambientale e censito meticolosamente un centinaio di piante spontanee. Tra queste il Celtis Occidentalis L., il bagolaro americano, pianta aliena che grazie a questa osservazione è stata inserita nella Notulae della flora esotica d’Italia.
Uova dischiuse in un loculo a Crescenzago

Quando si entra lì dentro, protetti dalle mura di cinta, non sembra nemmeno di essere a Milano. Le strutture, decadenti ma intatte, delle cappelle private e i frammenti di lapide che si trovano qua e là danno l’idea di essere in un antico luogo tutto da scoprire. Ad aggiungere colore, c’è la comunità di galli e galline scorrazzanti indisturbati al suo interno, e che verso sera si ritrovano in strada di fronte all’ingresso. Nei colombari vuoti si notano uova dischiuse.

Durante questi due anni abbiamo lavorato dentro e intorno al sito con lo scopo di valorizzarlo e di avvicinare il più possibile la cittadinanza a quello che ormai è un vero e proprio spazio emblematico di spontanei processi di rinaturalizzazione urbana. Mentre Gabriele monitorava le piante io raccoglievo ricordi incontrando le comunità del quartiere ed organizzando happening artistici effimeri con i residenti. Grazie al supporto dell’assessora Gaia Romani, finalmente a ottobre 2023 l’apertura al pubblico. Da allora non abbiamo mai smesso di dedicarci a questo luogo organizzando incontri aperti, scambi di ricordi, visite, pranzi condivisi accanto al sito e performance artistiche. E per il 2025 abbiamo in serbo nuove attività aperte a tutti per cercare di mantenere insieme un ricordo vivo di questo luogo cosi unico e speciale. iIl sito sarà nuovamente visitabile dalla primavera 2025, durante apposite visite guidate su prenotazione.

Visita collettiva al cimitero di Crescenzago

 

Per rimanere aggiornati sulle iniziative è possibile seguire le pagine social: Via del ricordo (facebook), viadelricordo (Instagram) o scrivere a: serena.crocco@gmail.com 

 

 

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