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LA CASAFORTE DI FIGINO, UN’ABITAZIONE XV SEC. BEN CONSERVATA

Un monumento che rende ancora più prezioso il borgo, ex comune nell'area di Trenno

Figino, Torre Brivio  in AI

Figino, Torre Brivio in AI

SOMMARIO Casa Brivio è una casa turrita, una casaforte con torre originaria, una delle meglio conservata delle pochissime rimaste a Milano. È inserita nel “Codice dei beni culturali e del paesaggio” già dal 1942, peraltro segnalata dalla Società Storica Lombarda nel 1925 come una delle” perle” che circondano Milano. Serviva ad avvistare per tempo eventuali briganti, ladri o nemici, proteggendo campi e derrate alimentari

di Antonia Longo e Roberto Schena Michele

Davanti a casa Brivio, a Figino, siamo nel cuore del borgo antico, il punto dove si percepisce l’impressione del passare dei secoli. Il borgo, infatti, è cambiato, ma non moltissimo. Pensate che fino agli anni ‘50 qui accanto c’era un grande forno comune in cui le donne venivano a cuocere il loro pane e si spandeva tutt’intorno un buon profumo di “brusadela”, pane con fichi e uva.

Casa Brivio nel 1970

Casa Brivio è una casa turrita, una casaforte con torre originaria,  una delle rare rimaste a Milano e probabilmente tra le meglio conservate, non ricostruita come spesso accade con le ristrutturazioni “pesanti”, un gioiello del XV secolo che segna e caratterizza il paesaggio del nostro borgo. Le case-torri, architettura tipica medievale dal X secolo in poi, segnalavano certamente la potenza e la ricchezza della famiglia a cui era intitolata e avevano una funzione di controllo o di avvistamento per la difesa del territorio. Sorgevano spesso in posizioni sopraelevate o comunque strategiche, come nel nostro caso, in questa ansa d’angolo. Ebbero il loro maggiore sviluppo nel periodo dei liberi comuni, soprattutto da XII al XIV secolo.

Erano utilizzate dal nobile signore proprietario dei campi agricoli vicini come torri di avvistamento per impedire furti di ladri o di briganti alle coltivazioni e alle derrate accumulate, o anche per prevenire attacchi di nemici. Non bisogna dimenticare, infatti, che a meno di un’ora di cammino c’era il grande bosco della Merlata (dove oggi c’è il Cimitero Maggiore) infestato da spietate bande di criminali che qui, tra la fitta boscaglia, si nascondevano. Spesso compivano escursioni nei dintorni, razziando quanto potevano nei campi, nei borghi, nelle chiese, nelle contrade di passaggio, tagliando la gola ai testimoni.
Figino, la Casaforte, con torretta XV sec.

Avevano mura spesse e finestre piccole per esporsi il meno possibile a eventuali attacchi esterni. Di solito, il piano terra di una casaforte fungeva da cucina, il primo da abitazione del signore e il terzo da alloggio per la servitù. Generalmente erano provviste di passaggi segreti sia all’interno, sia nei sotterranei che fungevano da potenziali vie di fuga.  Casa Brivio attualmente è un complesso abitativo privato e pertanto difficile da esplorare in modo approfondito.
Scarsissima è la documentazione finora emersa su questa casa, un vero peccato, meriterebbe senz’altro un approfondimento storico. I due numeri civici 25 e 27 della via Morelli formano un unico complesso architettonico risalente al XV secolo. E’ un bene protetto, vincolato, presente nel Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 22-01-2004 nr 42), già tutelato dal 1942 ma all’epoca non trascritto nella Conservatoria dei registri immobiliari e ha subìto, nel tempo, vari passaggi di proprietà. Tuttavia, proprio questa tutela se non altro deve avere relativamente protetto lo storico immobile.

La “perla”

La scheda a essa dedicata inserisce in primo luogo Casa Brivio nel contesto del territorio quale “nucleo medievale frutto dell’insediamento della proprietà dei Figino, o Da Figino” (e anche sulla famiglia patrizia dei Figino ci sarebbe molto da scrivere),  che “s’insedia in un contesto semi-rurale a servizio dei campi circostanti”. Tale contesto, ospitava anche le famiglie dei contadini e di questi insediamenti restano ancora “le solette lignee e le balconate che si aprono verso le corti.” La torre ha una pianta trapezoidale con facciata di mattoni a vista, e viene citato un piccolo “toro in pietra” nel muro di base. Le finestre sono a ogiva. All’interno di Casa Brivio  sono presenti “mensoloni intarsiati”.

Stemma del Comune di Figino rinvenuto in Archivio di Stato da G. Pagani

Già nel 1925, una Commissione incaricata dalla Società Storica Lombarda di segnalare i monumenti storico-artistici nel territorio aggregato degli ex Comuni (1923), indicava Casa Brivio come una delle “perle” presenti nella città di Milano con l’annessione di Trenno e Figino. Così la descriveva: “Torre gotica del XV secolo d’accesso a una cascina. Arco a sesto un po’ ribassato sormontato da una finestra ad arco acuto e tracce di decorazione policroma”. Come si può notare dalla fotografia, l’arco acuto del finestrone è diventato tondo. La relazione ci dice, inoltre, che la nostra casa-torre sorgeva in via Regina Margherita del comune di Trenno, a cui Figino apparteneva, al civico 4 e che al civico 6 c’era un’altra torre un po’ più tarda. A nostro avviso si tratta proprio di ciò che resta della torre al civico 27. Da notare che lo stemma dell’ex comune di Figino consiste nell’immagine di due torri. 

Figino, per quanto piccolo borgo con qualche centinaia di anime, fu uno dei primi comuni lombardi (Cfr. Gabriele Pagani, vedi nota 1*). Fin dal XIII secolo si autogovernava eleggendo un console con le funzioni di sindaco; in quel periodo era già in grado di provvedere a uno stanziamento armato;  è stato comune autonomo vero e proprio con sede municipale molto probabilmente in Corte Piccaluga, via F. Morelli 13 (2), fino al 1869, quando è stato aggregato a Trenno. In seguito, nel 1923, con la soppressione del comune di Trenno, anche Figino è stato aggregato a Milano. Curiosamente, lo stemma di Trenno riportava anche lo stemma di Figino.

Stemma di Trenno: comprende quello di Figino

La casata

La casata dei Brivio era piuttosto potente. Era una famiglia feudataria dei Visconti e degli Sforza, di origine tedesca, infatti erano detti Todeschini, lo stemma di famiglia riporta: “Also Fest vor Gott”. Nemici dei Torriani, quindi amici dei Visconti, nel 1277 questi ultimi li includono nelle famiglie del patriziato milanese; nel 1504 i Brivio giurano fedeltà ai successori, gli Sforza. L’investitura feudale avvenne sulle acque del Lambro o della Vettabbia. Un  ritratto che Vincenzo Foppa fece nel 1495 a Giovanni Francesco (Gianfrancesco) Brivio (1460-1517), signore di Melegnano e vicario di Ludovico il Moro, è esposto al Poldi Pezzoli di Milano.
I Brivio-Sforza avevano importanti insediamenti a San Zenone al Lambro e a San Giuliano Milanese, il cui “castelletto” fu distrutto nella battaglia di Marignano nel 1515, poi ricostruito in abitazioni private. Il magnifico castello di Rocca Brivio, a San Giuliano Milanese, prima di divenire un palazzo nobiliare, era una casa-torre eretta a scopo difensivo sulla Milano-Lodi e probabilmente assomigliava alla nostra Casa Brivio.
Di questi potenti signori del Ducato di Milano abbiamo vestigia anche più vicino a noi nella Cascina Brivio che si trova a Quinto Romano, posta nell’antica piazza Giosia Monti ora riadattata a casa privata.
Note

1) Per la storia di Figino, un importante testo di Gabriele Pagani, clicca qui: https://iborghidimilano.it/2023/06/06/il-borgo-che-si-libero-dal-feudo-comprandosi-la-liberta

2) Giuseppe Vazzoler Moreno, Figino. Una comunità, un territorio e la sua chiesa. Parrocchia di San Materno di Figino Milanese. 1999.
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