SOMMARIO L’umidità di risalita si sta “mangiando” gli affreschi e, come rilevato dal nostro precedente articolo, non solo ha salinizzato intere parti, ma ha già fatto quasi sparire molti dettagli: il volto del soldato a terra, i colombi sul Carroccio, l’alloro sulla testa dell’imperatore, mentre l’affresco dei vescovi è ormai diventato bianco nel terzo in basso. Opera di un Fiammenghino, G. B. Della Rovere, hanno urgente bisogno di restauri conservativi, contro la polvere e lo smog accumulati in decenni. I colori sono sempre più sbiaditi, fortemente indeboliti, senza un adeguato restauro tra qualche anno non si leggeranno quasi più
Didascalie e foto con l’aiuto di Angelo Moiraghi
Vedi l’articolo precedente dell’allarme QUI e un articolo sulla storia dell’OratorioQUI
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1. Federico Barbarossa disarcionato e caduto da cavallo. 2. Tre colombi si posano sul Carroccio. 3. Il Carroccio occupa il primo terzo dell’affresco. 4. Scene di guerra. I soldati portano armi e vesti del XVI secolo. 5. Rocca circondata da acqua, potrebbe essere quello di Legnano circondato dall’Olona. 6. Figura umana scarsamente leggibile. 7. Cariatidi angelicateParticolare cruento dell’affresco, il soldato a terra sembra chiedere un gesto di pietà e di non essere ucciso. Il volto è quasi cancellato dal degradoParticolare delle tre colombe che, partite dalla tomba dei tre martiri dell’Anaunia presente in S. Simpliciano, si posarono poi sul Carroccio dei cavalieri della Lega lombarda per preannunciare la vittoria. Quella al centro non è quasi più visibile
Particolare del Carroccio, taglia interamente l’affresco a un terzo dell’altezzaDettaglio dell’imperatore Barbarossa disarcionato e caduto da cavallo. Parte della figura è rovinataLe foglie d’alloro ormai appena visibili che cingono la testa del cavaliere disarcionato indicano che si tratta effettivamente dell’imperatore Barbarossa
Soldato pugnalato in battaglia, il dipinto mostra l’uscita, ormai appena visibile, di spruzzi di sangue. Appena più sotto, episodio simile I quattro santi effigiati a sinistra sono i vescovi di Milano Geronzio, Benigno, Ampelio e Antonino distinto dalla palma del martirio. I tre santi effigiati a destra sono sempre vescovi di Milano: Simpliciano, Vigilio e S. Carlo Borromeo di spalle. Fu quest’ultimo che nel 1582, dispose la traslazione delle reliquie dei sei vescovi suddetti nell’altare maggiore della basilica di S. Simpliciano. I due personaggi con volti femminili posti ai lati dell’affresco sono figure di cariatidi effigiate con ali di angeli. L’ultimo terzo dell’affresco è quasi completamente rovinatoA sinistra: il vescovo S. Antonino Fontana cui è dedicata la cappellina, raffigurato con la mitra e il pastorale, mantiene con la mano sinistra la palma del martirio insieme al libro del vangelo, simbolo della sua vita dedicata alla diffusione della dottrina, e con la mano destra stringe il pastorale. A destra: si pensa sia raffigurato il Beato Ludovico Barbo, abate di S. Giustina di Padova e vescovo di Treviso fu un riformatore dell’ordine Benedettino; il vescovo è raffigurato con lo sguardo assorto verso i fedeli, con un’espressione che invita alla benevolenza e all’integrità morale. Nella mano destra, mantiene aperto un codice a indicare la riforma della regola benedettina di cui fu autore, mentre la mano sinistra trattiene il pastorale (Angelo Moiraghi)